Chiaroscuri

Passeggiavo lungo il campo da golf di rientro dal mare. Il cielo era pieno di nuvole cariche di pioggia estiva che si preannuncia con quell’odore intenso che ti entra dentro. Il sole però non si arrendeva, raggi intraprendenti sbucavano qua e là fra le nuvole a riscaldare la mia pelle intrisa di sale.

Camminavo lentamente, accompagnata dalla mia maxi-bag, inseparabile contenitore di priorità da distensione: colori a tempera, un album, dei pennelli, una bottiglietta d’acqua, un’agendina, creme solari, tre libri, un po’ di frutta e chissà cos’altro. Avevo dipinto tutto il pomeriggio in spiaggia, ero in uno stato di quasi trance. Avrei preferito un incedere più veloce, ma c’era qualcosa che mi tratteneva. Era davvero ora di rientrare, quella sera avremmo festeggiato il compleanno di mio padre. I miei due bambini mi aspettavano in villa con i miei genitori e mio marito.

Vivo in Olanda da tanto tempo, ho un lavoro di responsabilità che mi impegna molto, sono lontana quasi tutto l’anno dalla mia famiglia d’origine e finalmente ho trovato una dimensione che sa di casa dove riunirci per trascorrere le vacanze.

Ad un tratto, mentre pensavo a tutto questo, una ragazza dello staff, alla guida di un buggy, si ferma per offrirmi un passaggio. Salgo subito a bordo. Iniziamo a chiacchierare, a parlare delle infinite tonalità del cielo e del profumo di quel pomeriggio.

Improvvisamente le chiedo di fermarsi. Non è ancora tempo di tornare. Non posso lasciare quel chiaroscuro che mi avvolge e mi ricorda di quando ero una ragazzina con la testa piena di storie e sogni.

Sento vivo in me l’entusiasmo giovane che guidava giorni mai uguali. Mi siedo vicino ad un cespuglio di macchia mediterranea. Prendo un foglio bianco dal mio album, comincio a dipingere quello che sarà il regalo per mio padre. E’ stato bello scoprire che quella ragazzina un po’ incosciente e visionaria esiste ancora. E l’ho ritrovata a Borgo Egnazia.

 

Bianca

Bianca, Roosendael Nowhere Else Stories